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Stop alle trasferte dei pazienti (Voce di Mantova 09-04-2010)

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Stop alle trasferte dei pazienti
09-04-2010, Voce di Mantova

Un potenziamento, alla diagnostica e alla terapia oncoematologica, per fermare lo stillicidio dei pazienti dalle strutture sanitarie periferiche a quella centrale del capoluogo virgiliano. Eil progetto, presentato ieri al Poma, che vedrà agire in concerto l'azienda ospedaliera, l'Istituto Oncologico di Mantova e l'Istituto Franchetti. Sono sessantamila gli curo richiesti dal progetto di potenziamento che si propone di contenere nel primo anno almeno il 15%, 30% entro il secondo anno, delle fughe dalle strutture di Asola e Pieve di Coriano a quella di Mantova. Diciottomila, per due anni, quelli offerti dal Franchetti con la possibilità di un ulteriore finanziamento nel terzo: le risorse messe a disposizione saranno utilizzate per il conferimento di incarichi a due medici, uno specializzato in oncologia ed uno in ematologia, affiancati da uno psiconcologo. Loro compito sarà quello di creare una stretta connessione tra punti di erogazione periferici e centrali, affiancando i medici oncologi delle strutture per almeno due giorni la settimana. «La maestra Ada Vincenzi - spiega Fabio Norsa, presidente dell'Istituto Franchetti e della comunità ebraica mantovana - ha lasciato la propria eredità al Franchetti perchè venisse devoluta per la ricerca medica: questa è la seconda volta (dopo lo stanziamento finalizzato allo studio dei trapianti di staminali autologhe,ndr)in cui sosteniamo iniziative di questo tipo. Siamo convinti che questo faccia parte della missione dell'istituto, e di aver raccolto il pensiero del nostro fondatore che vedeva Mantova come una la cenerentola della Lombardia: continueremo a fare di tutto perchè la città possa divenire indipendente sotto tutti i punti di vista». «L obbiettivo del progetto - spiega Paolo Costa, direttore facente funzioni della struttura complessa di Medicina di Pieve di Coriano - è quello di creare una rete oncoematologica sul territorio, in maniera tale da garantire uniformità nelle prestazioni offerte». «Trenta o quaranta chilometri di trasferimento possono essere un problema», riconosce Fabio Paiola, direttore sanitario della struttura di Pieve di Coriano. «Incentivare le medesime risposte su tutto il territorio - prosegue- è un indiscutibile vantaggio tanto per l'azienda ospedaliera quanto per i pazienti». «Negli ultimi quindici anni abbiamo assistito ad un grande sforzo dell'azienda - commenta Enrico Aitini, direttore del reparto dioncologiaedematologia del Poma e del dipartimento provinciale di oncologia - che oggi sta operando con professionalità elevate, riconosciute anche da realtà più grandi di quelle di Mantova».

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