Il piacere dei canti della liturgia ebraica (VOCE DI MANTOVA 04/05/2017)

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Non solo musica, ma anche dialogo, confronto e approfondimento. I più importanti canti sinagogali della tradizione ebraica italiana sono stati raccolti per la prima volta in un Cd per valorizzare la bellezza di un repertorio ancora poco noto. I brani della liturgia ebraica sono stati presentati a Mantova in un incontro aperto gratuitamente al pubblico al titolo "Shire Miqdash. I Canti del Tempio, da Roma a Padova...", organizzato dalla Fondazione Franchetti e dalla Comunità Ebraica di Mantova, che si svolto l'altra sera al Conservatorio di Musica "Lucio Campiani". Durante la serata si sono alternati momenti di piacere artistico con l'ascolto dei brani ad altri di confronto e approfondimento. I canti e i salmi eseguiti sono stati in totale diciotto, da Lekhàh Dodi a Ani ma'Amin, da Yafutzu all'Ha-Tiqwah, e sono stati eseguiti da musicisti professionisti. Al piano e arrangiamenti il pianista Fabrizio Durlo, all'arpa Elena Bellon, contrabbassi Antonello Domenico Barbiero e Francesco Piovan, fagotto Steno Boesso, flauto con contralto/oboe Gregorio Carraro, flauto traverso Andrea Dainese e al violino Massimo Forese. I brani sono stati d interpretati dalla voci di Marco Di Porto, Enrico Orvieto e il rav Adolfo Locci, rabbino capo di Padova che ha voluto fortemente e fondato il gruppo "Shire Miqdash".

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