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Sei qui: Rassegna Stampa Lacrime e gioia per il docufilm su don Primo - Il messaggio di don Primo sa ancora commuovere (GAZZETTA DI MANTOVA 15/09/2016)

Lacrime e gioia per il docufilm su don Primo - Il messaggio di don Primo sa ancora commuovere (GAZZETTA DI MANTOVA 15/09/2016)

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Il sagrato della chiesa di San Pietro a Bozzolo, tante volte pestato da don Primo ha raccontato l'altra sera a quasi 800 persone l'incontro di don Mazzolari e la famiglia Tanzer, «una gran bella storia che fa orgogliosa Bozzolo - ha commentato il presidente della Fondazione, don Bruno Bignami - che non può finire Ãé» ed il vescovo Dante Lafranconi poco prima ha detto «occorre riconoscere un nostro fratello nel vicino che ha bisogno». Il docufilm "Don Primo Mazzolari - Una piccola, inestimabile memoria", ideato da Giovanni Paolo Fontana con regista Fedora Sasso, inizia davanti alla tomba di Mazzolari in San Pietro dove si trova Oskar Tanzer (90 anni), con il violino della Shoah che un ragazzo suonò ad Auschwitz (la sorella non ce la fece a sopravvivere). Oskar racconta la sofferta storia di famiglia e parte anche quella del mondo ebraico a partire dal 1936, quando a 9 anni Tanzer abbandonò la Germania per Milano. All'arrivo delle leggi razziali trova nel 1943 un rifugio a Bozzolo. Il filmato spiega qui il salvataggio di don Primo dell'altra famiglia ebraica Benyacar, mentre don Bignami spiega l'apertura senza distinzioni di Mazzolari. Con l'intervento anche di cittadini bozzolesi, Tanzer cammina per via Matteotti per tornare davanti alla sua casa e si vedono spezzoni di Bozzolo e della Badia. Mazzolari, il podestà Rosa, il maresciallo dei carabinieri avvisano dell'imminente cattura, a cui segue la sofferta decisione di lasciare Bozzolo per la Svizzera e tornare a fine guerra in Italia. Commoventi le musiche con Paolo Ghidoni docente al Campiani al violino della Shoah in "Hesed" (Misericordia) o la struggente preghiera ebraica "KolNidre". Il docufilm andrà in onda su Rai Storia canale 54 sabato, con inizio alle 21.10. La serata è stata condotta da Giovanni Paolo Fontana, il quale ha chiesto un applauso anche per l'impegno dell'allora sindaco Giuseppe Torchio per realizzare il filmato. Il sindaco facente funzioni attuale, Cinzia Nolli, è intervenuta su come siano ancora alla base del vivere civile i valori e la testimonianza di don Primo, come il rispetto reciproco, l'accoglienza, la fermezza delle proprie convinzioni. Commosso tanto da arriva- re alle lacrime Tanzer, quando don Bignami gli ha conferito la medaglia della Fondazione (tra i pochissimi l'ha ricevuta il cardinale Capovilla). Tenzer commosso ha detto: «Ce l'ho messa tutta ma non ce l'ho fatta. Riconoscono la grandezza di don Mazzolali, ma hanno parametri diversi» allo Yad Vashem, sul quale ha fatto pressioni per farlo riconoscere "Giusto fra le Nazioni". Presenti alla serata il parroco don Gianni Maccalli, il vicedirettore di Rai Cultura e responsabile di Rai Storia Giuseppe Giannotti, il direttore di Famiglia Cristiana, don Antonio Sciortino. Accanto alla componente cattolica, nutrita quella ebraica con il consigliere nazionale dell'Unione Comunità Ebraiche Italiane, Licia Vitali, che ha portato il saluto della presidente Noemi Di Segni - temporaneamente fuori Italia -, il presidente dell'Istituto Franchetti, Aldo Norsa, un gruppo di correligionari della Comunità ebraica di Mantova e Tanzer. Ad aprire e chiudere la serata i maestri Pier Paolo Vigolini ed il baritono Salvini, i quali hanno eseguito pure l'Inno a don Primo.

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