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L'esercizio fisico per combattere l'Alzheimer (LA CITTADELLA 16/07/2016)

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Le Fondazioni Mazzali e Franchetti insieme per sostenere un progetto di ricerca sulle persone colpite da Alzheimer con lo scopo di rallentare il decorso della malattia. Nel territorio mantovano sono oltre 4mila le persone con Alzheimer e circa 7mila quelle colpite da demenze vascolari. Martedì 5 luglio, nella sede del Mazzali, si è svolta la presentazione dell'importante progetto "Impatto dell'attività fisica sull'invecchiamento: motorio e cognitivo" condotto da Massimo Venturelli, ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Motorie dell'Università di Verona. Il progetto durerà due anni e partirà prossimo settembre. "Numerosi studi scientifici - ha spiegato Massimo Venturelli - suggeriscono che la funzionalità vascolare è strettamente collegata alle cause della malattia di Alzheimer. Recentemente sono state realizzate numerose ricerche che hanno indagato gli effetti dell'attività motoria in pazienti con declino cognitivo, dimostrando che livelli elevati di attività fisica sono associati a una superiore sopravvivenza delle persone colpite da Alzheimer". E così a un gruppo di 80 pazienti della Fondazione Mazzali affetti da Alzheimer (suddivisi a loro volta ai due greppi da 40 persone con partenza differenziata della sperimentazione), oltre ai consueti farmaci, verrà fatto eseguire un programma di esercizio fisico e di attività motoria della durata di sei mesi. Finita tale sperimentazione, verranno eseguiti dei controlli sui pazienti e analizzata la loro perfusione celebrale (ovvero la circolazione sanguigna nel cervello) per verificare se vi è stato un rallentamento o una stabilizzazione del progressivo decadimento cognitivo, ovvero una diminuzione del decorso della malattia. "L'obiettivo di questo progetto - ha continuato Venturelli - sarà specificatamente di indagare i processi che potrebbero essere la causa delle modificazioni dei parametri vascolari associati all'Alzheimer. Per far ciò si indagherà la perfusione celebrale con l'utilizzo di un Dloppler transcranico sul gruppo degli anziani affetti dalla malattia". Prima di entrare nei dettagli dello studio sono intervenuti il presidente della Fondazione "Monsignor Arrigo Mazzali" Luca Talarico e il presidente della Fondazione "Giuseppe Franchetti" Aldo Norsa. Al tavolo dei relatori anche il direttore generale del Mazzali Paolo Portioli e il vicepresidente del Franchetti Emanuele Colorni. "Si tratta di una prima collaborazione tra le due Fondazioni - ha detto Talarico - che reputo importante data la finalità del progetto. Il Mazzali è sempre attento e pronto a dare il suo contributo per quanto riguarda la ricerca medico-scientifica. Anche il presidente Norsa ha elogiato lo studio condotto da Venturelli. "Oltre a alle borse di studio agli universitari mantovani e alla collaborazione con lo Iom - ha detto Norsa -, il consiglio del Franchetti ha deciso di sostenere questa importante ricerca sull'Alzheimer con un primo contributo 2.500 euro. Cercheremo di confermare e forse incrementare, tale sostegno economico anche per il prossimo anno".

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