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Sei qui: Rassegna Stampa Alzheimer, al via la sperimentazione alla Rsa Mazzali (GAZZETTA DI MANTOVA 06/07/2016)

Alzheimer, al via la sperimentazione alla Rsa Mazzali (GAZZETTA DI MANTOVA 06/07/2016)

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Partirà in autunno una ricerca sulla malattia di Alzheimer all'interno della fondazione Mazzali. A sostenere il progetto scende in campo anche la Fondazione Franchetti. «Quest'anno il contributo è di 2.500 euro - commenta il presidente Aldo Norsa - ma speriamo di incrementare la somma il prossimo anno». Lo studio, che sarà guidato dal ricercatore Massimo Venturelli dell'università di scienze motorie di Verona, durerà due anni e prenderà come campione 80 anziani cognitivamente deteriorati con una media di età che varia dagli 80 agli 85 anni. «I soggetti verranno divisi in due gruppi - spiega Venturelli-. Uno seguirà per sei mesi la terapia convenzionale mentre l'altro abbinerà farmaci standard con l'esercizio fisico. Gli anziani verranno seguiti da studenti di scienze motorie ed il gruppo scelto per l'allenamento verrà suddiviso a sua volta in piccoli blocchi di massimo 5 elementi con partenze scaglionate. Per tutti, il trattamento terminerà nell'arco di due anni». Dopo sei mesi di sperimentazione ci sarà un primo follow-up per vedere se la malattia si è mantenuta sta bile e per controllare la circolazione sanguigna nel cervello. A questo primo esame seguiranno tré mesi di stop dagli esercizi con dei test per verificare se alla fine della cura sperimentale l'effetto benefico sperato si mantiene nel tempo o esaminare, in caso contrario, il decadimento dei benefici del trattamento. Lo scopo dello studio è capire quanto lo stile di vita degli anziani influisca sulla progressione della malattia, «Il nostro obiettivo - prosegue il ricercatore - non è riuscire ad intervenire sugli individui che sono nella prima fase del disturbo ma su quelli che hanno già i sintomi conclamati». «L'Alzheimer - conclude - viene spesso associata alla demenza, ma quest'ultima non è causata unicamente dalla malattia di Alzheimer ma bensì anche da fattori vascolari come l'ipertensione. Il 60% delle persone che soffrono di demenza ha generalmente anche la malattia di Alzheimer, una malattia legata all'alterazione di una proteina presente all'interno del nostro corpo chiamata beta-amiloide. Il 5% dei malati di Alzheimer ha una base genetica che insorge precocemente intorno ai 50 anni, per gli altri ad incidere è proprio la beta-amiloide ed i primi segni clinici possono arrivare intorno ai 65 anni. La progressione della malattia dipende poi da altri co-fattori come la corretta alimentazione o la predisposizione della persona dal punto di vista vascolare. Indipendentemente dall'accumulo di beta-amiloide i sintomi possono divenire più o meno evidenti: ci sono difatti soggetti con biomarcatori elevati, che soffrono quindi di Alzheimer, che non sono dementi perché hanno messo in atto la cosiddetta resilienza, riescono cioè a combattere la malattia. Quasi il 30% della popolazione che ha biomarcatori elevati è dal punto di vista cognitivo completamente sana». In provincia di Mantova soffrono di Alzheimer circa 4000-4500 persone, mentre sono 7000 quelle colpite da demenze vascolari.

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