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Sei qui: Rassegna Stampa Insieme per debellare l'Alzheimer (VOCE DI MANTOVA 06/07/2016)

Insieme per debellare l'Alzheimer (VOCE DI MANTOVA 06/07/2016)

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Le Fondazioni Mazzali e Franchetti sostengono un progetto di ricerca sulle persone colpite da Alzheimer con l'intento di rallentare il decorso della malattia. Ieri mattina al Mazzali questo progetto ha preso corpo: si tratta di "Impatto dell'attività fisica sull'invecchiamento: motorio e cognitivo" portato avanti dal dottor Massimo Venturelli, ricercatore presso la facoltà di scienze motorie dell'università di Verona. Erano presenti Luca Talarico, presidente della Fondazione Mazzali, Aldo Norsa, presidente della Fondazione Franchetti, Paolo Portioli, direttore generale Mazzali ed Emanuele Colorni, vicepresidente Franchetti. «E' una prima forma di collaborazione tra le due Fondazioni, e il Mazzali è sempre attento quando si tratta di dare il suo contributo alla ricerca medico-scientifica». Anche Norsa ha posto particolare risalto allo studio del dottor Venturelli. «Abbiamo dato un contributo di 2500 euro che vedremo di confermare e incrementare in futuro». Il progetto partirà a settembre e avrà una durata di due anni. Lo studio è stato presentato dal dottor Massimo Venturelli. «Numerosi studi scientifici ci inducono a credere che la funzionalità vascolare è strettamente collegata alle cause dell'Alzheimer. Numerose ricerche hanno indagato sugli effetti dell'attività motoria su pazienti in declino cognitivo. Dove ci sono livelli elevati di attività fisica esiste maggiore sopravvivenza delle persone colpite da questa malattia». E' stato così deciso che ad un gruppo di 80 pazienti del Mazzali affetti da Alzheimer (suddivisi in due gruppi con partenza differenziata), oltre ai farmaci consueti verrà fatto eseguire un programma di esercizio fisico e attività motoria per sei mesi. Dopo tale periodo, tramite controlli, verrà analizzata la circolazione sanguigna nel cervello dei pazienti per verificare l'eventuale rallentamento o stabilizzazione del decadimento cognitivo: "Per indagare sui processi che potrebbero essere la causa delle modificazioni dei parametri vascolari associati alla malattia e con l'utilizzo di un Doppler transcranico" conclude Venturelli. A Mantova sono oltre 4000 le persone affette da Alzheimer (7000 da demenze vascolari).

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