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Sei qui: Rassegna Stampa La ricerca di due medici mantovani contro l'insorgere dei tumori renali (VOCE DI MANTOVA 27/05/2015)

La ricerca di due medici mantovani contro l'insorgere dei tumori renali (VOCE DI MANTOVA 27/05/2015)

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Le malattie croniche e i tumori renali possono essere diagnosticati in un individuo prima della loro insorgenza e, di conseguenza, tempestivamente curati con trattamenti "personalizzati". Questo, in sintesi, quanto si prefigge la ricerca medica condotta a Londra da due dottori mantovani: il nefrologo Francesco Trevisani e l'oncologo Michele Ghidini. Il loro importante studio con i relativi primi risultati sono stati presentati ieri nella Sala degli Stemmi di Palazzo Scardi, durante il convegno pubblico "II dialogo tra geni e ambiente: il ruolo dell'epigenetica nel tumore e nelle malattie renali", promosso dalla Fondazione Istituto Giuseppe Franchetti e patrocinato dal Comune di Mantova. Dopo i saluti del sindaco Nicola Sodano e del presidente del Franchetti Aldo Norsa, l'incontro è entrato nel vivo con la relazione dei due giovani medici (classe 1984), che hanno illustrato la loro ricerca nel campo onco-nefrologico intrapresa presso l'Institute of Cancer Research di Londra. Il loro studio si è concentrato sui "microRNAs", piccole molecole di Rna che regolano l'espressione genica. Queste molecole giocano un ruolo fondamentale nel corretto funzionamento del rene e possono intervenire promuovendo lo sviluppo del tumore, facilitando la metastatizzazione cellulare. Inoltre possono contribuire al processo di resistenza ai trattamenti antitumorali specifici. Per questo sono stati analizzati pezzi istologici, sangue e urine di circa un centinaio di pazienti affetti da tumore renale già sottoposti ad intervento chirurgico. I campioni di materiale biologico sono stati fomiti dai due centri ospedalieri: l'Istituto Clinico Humanitas e l'Istituto San Raffaele di Milano. Le analisi di laboratorio, invece, sono in corso a Londra presso l'Institute of Cancer Research (ICR) ed il Royal Marsden Hospital. Lo scopo finale, già in parte raggiunto nei dati preliminari, è quello di poter avere dei nuovi "biomarcatori" (molecole capaci di rivelare l'insorgenza di una malattia prima che essa sia conclamata) che indichino al medico quale paziente è a rischio di sviluppare insufficienza renale cronica o problematiche cardiovascolari dopo l'intervento chirurgico. Questa "conoscenza anticipata" permetterebbe ai medici di classificare la popolazione in base al rischio di malattia futura, adeguando e "personalizzando" le cure mediche rivolte al paziente. A livello mantovano, la Fondazione Franchetti ha deciso di sostenere con un contributo economico tale progetto scientifico, in quanto sviluppa tematiche importanti anche per il territorio e la popolazione mantovana. Il progetto è stato considerato dalla Società Italiana di Metrologia tra i 20 migliori progetti di ricerca italiana nel settore e premiato con un contributo economico. L'auspicio, ora, è che possa essere aperto un ambulatorio multidisciplinare anche nel territorio virgiliano che consenta di proseguire l'attività di ricerca intrapresa all'estero e permetta di utilizzare queste innovazioni scientifiche nella gestione clinica quotidiana del paziente affetto da tumore e malattie renali croniche. Durante il convegno si è discusso anche di prevenzione, dello stile di vita da seguire, di nutrizione corretta e di terapie personalizzate. I due giovani medici hanno dialogato con la dottoressa Maria Chiara Bassi, Biologa phd, specialista in Scienze della nutrizione.

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