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Parole in musica ricordando Norsa (GAZZETTA DI MANTOVA 18/01/2015)

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II sindaco Badolato: «Uomo di grande fede e promotore instancabile del dialogo. «Mi piace pensare che Fabio questa sera sia qui con noi, ad ascoltare le nostre parole e il nostro canto».

E' Emanuele Colorni, l'amico che ne ha raccolto il testimone alla guida della Comunità Ebraica di Mantova, a tratteggiare il ritratto di Fabio Norsa, scomparso il 7 gennaio del 2012 e ricordato venerdì sera con un evento al Teatro Verdi di Buscoldo, organizzato da tre anni dall'Amministrazione Comunale in collaborazione con la Comunità Ebraica e la famiglia. Parole autentiche, quelle di Celomi, e lontane dalla retorica, proprio come sarebbero piaciute a Norsa. «Eravamo coetanei, ma di fatto l'ho conosciuto veramente solo quando cominciai a collaborare con la Fondazione Franchetti - ricorda il presidente della Comunità Ebraica -. Il dialogo era un valore molto caro a Norsa, che lo coltivava anche in maniera energica. Ricordo le discussioni animate, il suo agire semplice, immediato, a tratti anche burbero, ma che testimoniava la sua forte volontà di conoscere l'altro, e di farsi conoscere, in maniera non superficiale». «Fabio era orgoglioso di essere ebreo - prosegue Colorni - e la sua opera è stata fondamentale per dare visibilità alla nostra comunità, piccola ma molto attiva. Per me è stato un grande esempio». «Fabio Norsa era un uomo di grande fede e profonda cultura: un vero punto di riferimento per l'intera collettività, che in lui trovava un promotore instancabile del dialogo - ricorda il sindaco di Curtatone Antonio Badolato -. Questi erano gli ideali, quanto mai preziosi oggi alla luce dei tragici fatti di Parigi, cui era votato il suo operato, teso a superare chiusure e preconcetti nei confronti dell'altro, chiunque esso rosse. Per questo, l'appuntamento che organizziamo ogni anno non è una semplice commemorazione della sua figura, bensì un'occasione per parlare dei temi a lui più cari: il dialogo tra le fedi ebraica e cristiana e più in generale tra religioni diverse, il confronto tra culture, la tolleranza tra i popoli». Riflessioni accompagnate dalla suggestiva esecuzione di brani di musica sacra ebraica e cristiana, a cura della Schola Cantorum Pomponazzo di Mantova diretta dal maestro Marino Cavalca: composizioni ispirate ai salmi, matrice comune delle due fedi religiose, come hanno ricordato il vicario episcopale monsignor Paolo Gibelli e l'ebraista Stefano Patuzzi.

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