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Norsa combatteva l'antisemitismo diffondendo la conoscenza dell`ebraismo (VOCE DI MANTOVA 26/01/2014)

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Curtatone - «Fabio Norsa, nostro concittadino, ha guidato la Comunità Ebraica di Mantova per oltre vent'anni. Norsa è stato definito l'uomo del dialogo interreligioso. Questa tavola rotonda rappresenta un mattoncino nella costruzione dell'edificio dove possono coesistere la tradizione cristiana e quella ebraica». Il sindaco Antonio Badolato ha introdotto con queste parole la conferenza dedicata alla memoria di Norsa, ex presidente della Comunità Ebraica, scomparso alcuni armi fa. «La relazione tra ebraismo e cristianesimo - spiega Badolato - non esclude le altre tradizioni religiose, anche se tale legame è unico e irrepetibile. Da questo confronto emergerà un patrimonio culturale condiviso da chi professa una fede e da chi è laico». Il titolo della tavola rotonda, che si è svolta venerdì in municipio, era "Queste sono le parole. Fede, pentimento e perdono nelle tradizioni ebraica e cristiana". «La fede - sottolinea Badolato - non può essere interpretata come fiducia cieca in un'ideologia ma deve essere associata alla ragione. È ancora vivo il disastro dei totalitarismi del Novecento. Il pentimento è la consapevolezza di aver commesso un'azione sbagliata. In un'ottica civile, un esempio di pentimento è il gesto del cancelliere della Repubblica Federale Tedesca Willy Brandt che, il 7 dicembre 1970, mentre si trovava a Varsavia per la firma del trattato, si inginocchiò davanti al monumento in memoria della distruzione del ghetto della capitale polacca». Il perdono costituisce, invece, la revisione dei peccati: «Un esempio di perdono è la decisione di Nelson Mandela di non instaurare un regime di apartheid al contrario contro i bianchi». L'attuale presidente della Comunità Ebraica Emanuele Colorni ha ricordato che «Norsa contrastava l'antisemitismo diffondendo la conoscenza della cultura ebraica», mentre lo studioso Stefano Patuzzi si è soffermato sul concetto di fede nei testi sacri dell'ebraismo: «La fede è il nutrimento dell'anima, l'affidarsi è legato alla crescita culturale». Infine don Paolo Gibelli, vicario episcopale per i rapporti con il territorio, ha commentato: «Il perdono è una parola che deriva dal latino e significa "il dono dei doni", inteso come l'amore gratuito di Dio che ci concede il suo perdono». Alla conferenza sono intervenuti anche il vescovo Roberto Busti e il vescovo emerito Egidio Caporello.

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