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Giornata del dialogo interreligioso (GAZZETTA DI MANTOVA 20-01-2013)

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Curtatone: ebraismo e cristianesimo a confronto in memoria di Fabio Norsa

Giornata del dialogo interreligioso Curtatone: ebraismo e cristianesimo a confronto in memoria di Fabio Norsa Ogni anno, nel mese di gennaio, per l'anniversario della morte di Fabio Norsa, ma anche in occasione delle Giornate del dialogo interreligioso e della Shoah, il Comune di Curtatone promuoverà un appuntamento fisso per discutere delle due religioni. Lo ha annunciato il sindaco Antonio Badolato al termine della tavola rotonda organizzata insieme alla Comunità ebraica, alla presenza del presidente della Comunità Emanuele Colorni, insieme all'ebraista Stefano Patuzzi ed al vicario episcopale per i rapporti con il territorio, don Paolo Gibelli. La serata ha inteso celebrare il ricordo di Norsa, riconosciuto come uomo del dialogo. La sala consiliare era gremita. Tra il pubblico il vice prefetto Angelo Araldi, rappresentanti del IV Missili e dei Carabinieri, ma anche il vescovo emerito Egidio Caporello, oltre alla vedova Norsa, signora Licia, con i figli Aldo e Manuela. Il rapporto tra le due religioni ha segnato la storia degli ultimi duemila anni. Nate dalla stessa radice, hanno successivamente sviluppato forme di pensiero che corrono parallele. «Occorre lanciare una sorta di ponte di congiunzione -ha affermato il primo cittadino-, basato sui principi tipici di qualunque relazione civile e sociale. Mi riferisco al comune patrimonio spirituale ed alla consapevolezza di provenire ognuno dallo stesso Padre, al rispetto reciproco, all'accettazione vicendevole per chiudere la pagina dell'emarginazione». Aprendo la discussione ai relatori, Badolato ha tenuto a sottolineare i cambiamenti degli ultimi 50 anni, a seguito del Concilio Vaticano II. Portando i saluti del vescovo Roberto Busti, «che ri corda con affetto Fabio Norsa», monsignor Gibelli ha citato una frase di Giovanni Paolo II espressa durante la visita alla Sinagoga di Roma, in cui si attesta che la religione ebraica in un certo modo è intrinseca al cristianesimo, considerando gli ebrei fratelli prediletti. Parole del tutto differenti da quelle pronunciate 50 anni fa dalla chiesa cattolica nella preghiera del Venerdì Santo, durante la celebrazione della messa in latino, in cui gli ebrei venivano definiti "perfidi", rinfacciando loro la colpa del deicidio. «C'era stata un'errata interpretazione biblica e teologica -ha ribadito don Gibelli-. Il Concilio Ecumenico Vaticano II ha ricordato il vincolo di mutua conoscenza e stima. Un lungo cammino resta ancora da fare».
Rivolgendosi all'assemblea, Colorni ha augurato buona festa del riposo e pace a tutti: "shabbat-shalom", essendo venerdì sera. Volutamente ha preferito non dilungarsi in discorsi elogiativi verso l'amico Fabio, proprio come lo stesso avrebbe preferito, rammentando di averlo conosciuto quando lo chiamò al Franchetti. «Era battagliero nel gestire l'Istituto che usciva da una situazione economica difficile -ha detto-. E' poi riuscito a risollevarne le sorti». Anche secondo Patuzzi il modo migliore per ricordare Norsa è quello di portare a ragionare sempre di più le due diverse culture. Un gruppo di profughi libici ha dato testimonianza dell'aiuto ricevuto dall' ex presidente della Comunità ebraica mantovana nell'allestimento della scuola di italiano.

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